Il nuovo Vocabolario persiano-italiano Coletti-Grünbaum: la nascita di un’idea

Di Federica Ponzo e Melissa Fedi

Come si arriva a partorire un’idea così folle e ponderosa come l’editing di un dizionario?
Noi a questa domanda risponderemmo che, nel nostro caso, si è trattato innanzitutto di un atto di puro egoismo! Pensate che stiamo esagerando? Che avreste fatto voi se aveste dovuto studiare con un dizionario che a ogni sfoglio si scomponeva in un insieme di pagine svolazzanti? Per non parlare della scomodità di rapportarsi, soprattutto nei primi anni di studio, con un alfabeto già poco familiare e reso ancor più ostile e minaccioso dal fatto che fosse dattiloscritto…
La genesi della nostra egoistica decisione è andata così: non c’era lezione di persiano in cui non ripetessimo questo mantra: “Ci vorrebbe qualcuno che faccia una nuova edizione del dizionario, così non si può studiare!”, fino a che un giorno, stanche delle nostre stesse lamentele, ci siamo guardate e abbiamo detto: “Se non lo fa nessuno, lo facciamo noi!”. Ed eccoci qui: dopo tre anni oggi abbiamo finalmente un nuovo e comodo vocabolario con cui poter – ormai – lavorare. 

Ma ora facciamo le persone serie e vi raccontiamo per bene la storia ufficiale.

Partiamo dal 2006 (anno in cui una di noi era troppo piccola per formulare un qualsivoglia pensiero sul proprio futuro, e l’altra credeva che la laurea appena conseguita sarebbe stata l’unica), quando fu pubblicata la ristampa anastatica del dizionario Coletti-Grünbaum, mantenendo la forma dattiloscritta ‘per questioni di praticità’ (sic!).

Dizionario persiano-italiano
Ristampa anastatica
Nuova Cultura, Roma 2006

Nell’anno della pubblicazione (1978) il Professor Bausani lo aveva presentato come un’equilibrata via di mezzo tra un certo lessico arcaico, proprio della letteratura classica, e un lessico troppo riduttivo nel quale per ogni lemma era indicata solo la traduzione più moderna, ignorando espressioni classiche però riscontrabili in qualsiasi tipo di linguaggio formale.

Dizionario persiano italiano.
Classico, moderno, familiare con dati storici, geografici, letterari
Centro Culturale Italo-Iraniano, Roma 1978


Sebbene il dizionario persiano-italiano Coletti-Grünbaum fosse l’unico strumento scientificamente valido a disposizione degli studenti italiani di persiano (e degli studenti iraniani in Italia), a uno sguardo critico non sfuggivano i limiti che esso presentava. Primo fra tutti, il fatto che dal 1978 non fosse stato sottoposto ad alcun aggiornamento; in secondo luogo, come abbiamo già accennato, la forma dattiloscritta, che nonostante gli conferisse un aspetto unico nel suo genere, ne rendeva alquanto difficile la consultazione, talvolta rendendo ardua la decifrazione dei caratteri arabo-persiani, specialmente agli studenti che si approcciavano per la prima volta allo studio di questa lingua. 

Sulla scorta di queste considerazioni, tra il 2017 e il 2018, due zelanti studentesse di arabo e persiano della Sapienza di Roma – che siamo noi – hanno avuto una visione, che sulle prime sembrava destinata a rimanere tale: dare una nuova veste al dizionario Coletti-Grünbaum.
Dopo un paio di tentativi falliti di cercare un editore interessato, ci siamo rivolte all’Istituto per l’Oriente Carlo Alfonso Nallino (Ipocan) che, nella persona del Direttore Prof. Claudio Lo Jacono, ha accolto finalmente la proposta con grande entusiasmo, mettendo a nostra disposizione i fondi europei erogati in favore dell’allora MIUR allo scopo di finanziare progetti culturali. Per assicurare al progetto il giusto rigore accademico, è stata coinvolta in esso anche la Prof.ssa Paola Orsatti, in qualità di supervisora scientifica.
Dopo non poche difficoltà iniziali e qualche episodio di scoramento, il lavoro si è finalmente avviato.

Come abbiamo già detto, la ragione principale che ha portato all’ideazione di questo progetto è stata la mancanza di un aggiornamento del dizionario: il lessico di una lingua, si sa, muta ed evolve molto rapidamente, perciò era impensabile che uno strumento valido non fosse al passo con i tempi, mancando in esso tutta una serie di neologismi e prestiti recenti frequentemente in uso nella lingua parlata e nella letteratura contemporanea, quest’ultima, peraltro, campo molto fiorente.
Dunque abbiamo lavorato a questo aspetto, relativamente al persiano, secondo due modalità differenti: Federica ha effettuato una ricerca sul campo, intervistando parlanti nativi e consultando dizionari e lessici locali con particolare attenzione alla registrazione del gergo giovanile delle estelâhât, ovvero espressioni idiomatiche, che rappresentano una parte essenziale e imprescindibile della competenza linguistica in persiano – e in qualsiasi altra lingua; Melissa ha eseguito una ricerca analoga attraverso i testi di letteratura contemporanea sui quali opera come traduttrice. 

La sola aggiunta di lemmi però non ha esaurito il lavoro di aggiornamento sul dizionario, lavoro che è consistito anche nell’espunzione di lemmi obsoleti – senza tuttavia venire meno al proposito dei Coletti di presentare anche termini della letteratura classica – e nella registrazione di eventuali slittamenti di significato dei vocaboli.
Relativamente all’italiano si è proseguito con l’espunzione di vocaboli che il Dizionario Treccani della Lingua Italiana classifica come antichi o letterari o non comuni – che avrebbero potuto mettere in difficoltà gli iraniani apprendenti l’italiano e gli italiani aventi un vocabolario ridotto  – e loro sostituzione con sinonimi di uso corrente. 

Alla base di questo lavoro sul Coletti-Grünbaum c’era inoltre il proposito di mantenerlo sì uno strumento scientifico, ma di renderlo allo stesso tempo più snello e maneggevole, eliminando i lemmi strettamente appartenenti al linguaggio tecnico delle varie scienze – specialmente dell’ornitologia e della botanica – e rimuovendo le eccessive notazioni di carattere geografico, storico e letterario che lo rendevano più simile a un’enciclopedia che a un dizionario. 

Si potrebbero quindi definire le direttrici principali secondo cui questo lavoro si è portato avanti in termini di chiarezza, rinnovamento, maneggevolezza. 

Tornando di nuovo facete… Ora che il nostro compito è giunto al termine e la nostra creatura è nata – con una gestazione faticosa neanche fosse stato un parto quadrigemellare – comprendiamo perché nessuno si fosse mai imbarcato in questa impresa; pertanto, in virtù di questo, ci auguriamo che gli utenti apprezzino e trovino utile questo nuovo strumento, e che il vocabolario possa essere anche un tramite affinché il maggior numero di persone possibili finiscano con l’appassionarsi alla lingua persiana; e, soprattutto, che finalmente non si ripetano più scene del genere: 

A: Che studi?
B: Persiano.
A: Persiano? Ah, una lingua morta!
B: …

Il persiano è più che vivo, vivo e vegeto!

!!موفق باشید

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Il Vocabolario persiano-italiano. Nuova edizione rivista e aggiornata (a cura di Paola Orsatti con la collaborazione di Melissa Fedi e Federica Ponzo) è acquistabile di persona presso l’Istituto per l’Oriente C.A. Nallino (Via Caroncini, 19, Roma Contattaci (ipocan.it)) o presso la libreria ASEQ (Via dei Sediari, 10, Roma Dove siamo (aseq.it)).

E’ invece disponibile (o lo diventerà a breve) per l’acquisto online sui seguenti siti:

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